Il 29 giugno 2026 il Consiglio dell'Unione europea ha approvato in via definitiva — con il c.d. final green light — il regolamento che razionalizza e semplifica alcune norme relative all'intelligenza artificiale, modificando il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act). Il provvedimento è parte del più ampio pacchetto Omnibus VII — noto anche come Digital Omnibus — che comprende sia la proposta di regolamento sull'IA sia una seconda proposta regolamentare volta a semplificare il quadro legislativo dell'Unione in materia digitale. La notizia è stata rilanciata da Federprivacy con flash news del 1° luglio 2026 (fonte: Consiglio dell'Unione europea, comunicato stampa del 29/6/2026). Per gli enti locali — chiamati sempre più spesso a utilizzare sistemi di IA nella propria attività amministrativa (assistenti virtuali, tributi, controlli, valutazioni di rischio, servizi sociali, scuola, Polizia locale) — le modifiche approvate hanno due conseguenze immediate: (i) il rinvio dell'applicazione degli obblighi sui sistemi di IA ad alto rischio (con date scaglionate al 2/12/2027 e 2/8/2028); (ii) l'introduzione di nuovi divieti espressi, in particolare sulla generazione di contenuti sessuali non consensuali (deepnude) e sul materiale pedopornografico generato da IA, con effetti diretti su Polizia locale, servizi sociali e scuola. Il testo entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'UE.

📌 In sintesi: il Digital Omnibus (Omnibus VII) è un pacchetto di modifiche trasversali a più norme digitali UE. Con specifico riferimento alle norme sull'intelligenza artificiale, il Consiglio UE ha approvato in via definitiva il 29/6/2026 il regolamento che modifica l'AI Act. Le principali novità: (1) le date di applicazione degli obblighi sui sistemi di IA ad alto rischio — originariamente fissate al 2 agosto 2026 — sono posticipate al 2 dicembre 2027 per i sistemi autonomi e al 2 agosto 2028 per i sistemi integrati in prodotti; (2) divieto della generazione di contenuti di IA non consensuali di natura sessuale e intima e di materiale pedopornografico: gli strumenti che generano immagini di nudo di persone reali o che rimuovono gli indumenti da foto esistenti (deepnude) saranno vietati dal 2 dicembre 2026; (3) posticipato al 2 agosto 2027 il termine per l'istituzione, da parte delle autorità nazionali, delle sandbox normative per l'IA; (4) ridotto da 6 a 3 mesi il periodo di tolleranza per l'attuazione delle soluzioni di trasparenza sui contenuti generati artificialmente (etichettatura) — nuova scadenza 2 dicembre 2026; (5) chiarite le competenze dell'Ufficio per l'IA sui modelli di IA generici, con eccezioni in cui restano competenti le autorità nazionali (forze dell'ordine, gestione frontiere, autorità giudiziarie, istituti finanziari); (6) introdotto un meccanismo di coordinamento con la normativa settoriale (dispositivi medici, giocattoli, ascensori, imbarcazioni) tramite atti di esecuzione; (7) i prodotti disciplinati dal Regolamento Macchine UE 2023/1230 sono esentati dall'applicabilità diretta dell'AI Act; (8) obbligo per la Commissione di redigere orientamenti per gli operatori economici. Entrata in vigore: 3 giorni dopo la pubblicazione in GUUE.

1. Che cos'è il Digital Omnibus (Omnibus VII)

Il termine «Omnibus» — nel lessico legislativo dell'Unione europea — indica un provvedimento «contenitore» che modifica in un unico atto una pluralità di norme preesistenti, per finalità di semplificazione, armonizzazione o correzione tecnica. Il pacchetto approvato dal Consiglio UE il 29 giugno 2026 è formalmente denominato Omnibus VII ed è comunemente chiamato Digital Omnibus per la sua vocazione trasversale nel settore digitale.

Il pacchetto si compone di due proposte regolamentari distinte:

  1. Proposta di regolamento contenente norme armonizzate sull'IA — modifica il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act);
  2. Proposta regolamentare di semplificazione — interviene sul più ampio quadro legislativo dell'UE in materia digitale.

Il presente articolo si concentra sulla prima proposta, che è quella definitivamente approvata dal Consiglio il 29 giugno 2026 con quello che nella prassi UE viene definito final green light. Il testo entrerà in vigore tre giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

🧭 Il contesto: perché è stato approvato il Digital Omnibus

L'Omnibus VII risponde all'esigenza di razionalizzare e semplificare l'impianto dell'AI Act, che nella stesura originaria del 2024 aveva individuato date di applicazione molto ravvicinate — in particolare il 2 agosto 2026 per la generalità degli obblighi sui sistemi ad alto rischio. Le lamentele delle imprese europee — in particolare startup e PMI dell'IA — sui costi di conformità e sui tempi tecnici necessari per l'adeguamento agli standard armonizzati (in corso di elaborazione presso CEN-CENELEC JTC 21) hanno indotto la Commissione a proporre lo slittamento delle date. Al tempo stesso, il Consiglio ha inserito nuovi divieti espressi in ambito di deepfake sessuali e materiale pedopornografico, con l'obiettivo di rafforzare la tutela contro gli usi patologici dell'IA generativa.

2. Le nuove date di applicazione dell'AI Act

La modifica più impattante per gli operatori pubblici e privati è il rinvio delle date di applicazione degli obblighi sui sistemi di IA ad alto rischio. Nella stesura originaria del Regolamento UE 2024/1689, la data-cardine per l'applicazione della maggior parte degli obblighi sui sistemi ad alto rischio era il 2 agosto 2026. L'Omnibus VII posticipa questa data secondo un criterio di scaglionamento:

🗓️ 2 dicembre 2027 — Sistemi di IA ad alto rischio autonomi
Nuova data di applicazione degli obblighi per i sistemi di IA ad alto rischio autonomi — cioè sistemi di IA che operano come prodotti stand-alone non incorporati in altri prodotti fisici (es. software di supporto decisionale, sistemi di scoring, chatbot ad alto rischio, sistemi biometrici). Rinvio di 16 mesi rispetto alla data originaria del 2/8/2026.
🗓️ 2 agosto 2028 — Sistemi di IA ad alto rischio integrati nei prodotti
Nuova data di applicazione per i sistemi di IA ad alto rischio integrati in prodotti soggetti ad altra normativa di sicurezza (es. dispositivi medici, veicoli, macchinari, giocattoli con componenti IA). Rinvio di 24 mesi rispetto alla data originaria. Lo scaglionamento di 8 mesi rispetto ai sistemi autonomi si giustifica con la complessità aggiuntiva della valutazione di conformità nei prodotti regolamentati.
🚫 Attenzione: il rinvio non è un'esenzione. Gli obblighi sostanziali dell'AI Act sui sistemi ad alto rischio restano tutti in vigore — cambia solo la data a partire dalla quale saranno esigibili. Chi utilizza sistemi di IA in ambito di alto rischio (Comuni compresi, quando adottano soluzioni di supporto decisionale, controlli antifrode, sistemi di rating tributario, IA nei servizi sociali) deve comunque prepararsi per tempo: la valutazione di conformità, la documentazione tecnica, il controllo umano, la registrazione, i sistemi di gestione del rischio richiedono investimenti che devono partire ora, non alla vigilia della scadenza. Inoltre, i principi giurisprudenziali nazionali sulla trasparenza algoritmica (Cons. Stato 2270/2019 + TAR Lazio 12026/2020 + TAR Marche 758/2026 sulla «riserva di umanità») restano pienamente vigenti a prescindere dallo slittamento delle date UE.

3. Il divieto di deepnude e materiale pedopornografico generato da IA

Fra gli elementi chiave della nuova disciplina — e certamente il punto di maggiore rilievo sociale — vi è l'introduzione di un divieto espresso della generazione di contenuti di IA non consensuali di natura sessuale e intima e di materiale pedopornografico.

🚫 Divieto operativo dal 2 dicembre 2026: gli strumenti di IA che generano immagini di nudo di persone reali o che rimuovono gli indumenti da foto esistenti per rivelare parti intime (i cosiddetti «deepnude») saranno vietati a partire dal 2 dicembre 2026. Il divieto riguarda anche il materiale pedopornografico generato da IA. È una delle poche disposizioni dell'Omnibus VII che introduce un divieto positivo anticipato rispetto alle nuove date generali di applicazione — segno della gravità del fenomeno e della volontà del legislatore UE di intervenire con urgenza.

Rilievo per gli enti locali: il divieto ha impatti su tre aree operative dell'ente:

  • Polizia locale — la generazione di deepnude e la loro diffusione (spesso ai danni di minori tramite piattaforme social) rientra tra i fenomeni oggetto di segnalazione e — sotto il profilo del diritto penale nazionale — di intervento di polizia giudiziaria. Il divieto UE fornisce un fondamento normativo aggiuntivo per le misure preventive e per la formazione degli operatori;
  • Scuola e servizi educativi — la sensibilizzazione di studenti e famiglie sui rischi dei deepnude (una delle forme più aggressive di cyberbullismo attuale) diventa parte dei programmi di educazione digitale gestiti dai Comuni. Il coordinamento con le scuole del territorio e con le associazioni del terzo settore è essenziale;
  • Servizi sociali — il supporto alle vittime di deepnude (spesso adolescenti, prevalentemente donne) è un ambito emergente. Coordinare con centri antiviolenza, sportelli d'ascolto, servizi di sostegno psicologico è una responsabilità nuova per gli assessorati alle politiche sociali.

4. Sandbox normative — nuovo termine 2 agosto 2027

Il termine per l'istituzione, da parte delle autorità competenti a livello nazionale, delle sandbox normative per l'IA — ambienti sperimentali controllati che consentono di testare sistemi di IA innovativi in condizioni protette, con supervisione dell'autorità di regolazione — è posticipato al 2 agosto 2027.

💡 Le sandbox normative — che cosa sono e chi le gestisce

Le sandbox normative (art. 57 AI Act nella stesura originaria) sono strumenti che consentono a sviluppatori e fornitori di sistemi di IA di sperimentare le proprie soluzioni in un ambiente reale — sotto la supervisione e il controllo dell'autorità nazionale competente — per un periodo limitato, con adeguamenti a specifiche condizioni. Nel corso della sperimentazione, l'autorità può concedere deroghe motivate a taluni obblighi dell'AI Act, purché siano assicurate garanzie per i diritti fondamentali degli interessati. In Italia la competenza per la gestione delle sandbox è attribuita ad AGID (in coordinamento con Garante Privacy, ACN e ministeri di settore). Il rinvio a agosto 2027 dà alle autorità nazionali il tempo tecnico per costruire il modello organizzativo delle sandbox.

5. Etichettatura contenuti generati artificialmente — nuova scadenza 2 dicembre 2026

Uno degli obblighi cardine dell'AI Act è la trasparenza sui contenuti generati artificialmente — l'obbligo cioè di segnalare in modo chiaro e riconoscibile che un testo, un'immagine, un audio o un video sono stati creati o alterati da un sistema di IA. La finalità è consentire ai cittadini di distinguere tra contenuti autentici e contenuti sintetici (deepfake).

L'Omnibus VII interviene sui tempi di attuazione: il periodo di tolleranza concesso ai fornitori per implementare le soluzioni tecniche di etichettatura è ridotto da 6 a 3 mesi, fissando la nuova scadenza al 2 dicembre 2026.

⚠️ Compressione significativa dei tempi tecnici: il dimezzamento del periodo di tolleranza (da 6 a 3 mesi) segnala la volontà del legislatore UE di accelerare sull'etichettatura dei contenuti sintetici — probabilmente in risposta alla proliferazione dei deepfake nelle campagne elettorali europee e nazionali del biennio 2025-2026. Per i Comuni che utilizzano l'IA generativa per la comunicazione istituzionale (post social, chatbot, materiale informativo) l'implicazione è chiara: da dicembre 2026 tutti i contenuti generati con IA devono essere etichettati come tali con modalità standardizzate. È utile predisporre già ora un protocollo interno sulla comunicazione istituzionale con IA (chi autorizza + etichettatura + tracciabilità).

6. Competenze dell'Ufficio per l'IA sui modelli generici

Il testo del regolamento chiarisce le competenze dell'Ufficio per l'IA (AI Office, istituito presso la Commissione europea) in materia di supervisione dei sistemi di IA basati su modelli di IA generici, quando il modello e il sistema sono sviluppati dallo stesso fornitore. La logica: quando il fornitore controlla sia il modello di base (foundation model) sia il sistema applicativo, ha visibilità completa sui rischi — è quindi tecnicamente più corretto centralizzare la supervisione a livello UE.

Eccezioni: le autorità nazionali mantengono la propria competenza per specifici ambiti sensibili, tra cui:

  • Forze dell'ordine — l'IA usata dalle forze di polizia (locale e nazionale) resta di competenza nazionale, in ragione del rapporto diretto con i diritti fondamentali dei cittadini nell'ambito dell'accertamento e prevenzione dei reati;
  • Gestione delle frontiere — IA in ambito immigrazione, controllo dei valichi, gestione dei flussi migratori;
  • Autorità giudiziarie — IA usata da magistratura e uffici giudiziari (es. sistemi di gestione dei fascicoli, IA di supporto alla decisione giudiziaria);
  • Istituti finanziari — IA in ambito credit scoring, antifrode bancaria, valutazione di rischi finanziari.

🇮🇹 La rilevanza per l'Italia — AGID e Garante Privacy

In Italia l'ecosistema di supervisione dell'IA vede coinvolti: AGID come autorità nazionale designata per l'IA + Garante Privacy per i profili GDPR + ACN per la cybersicurezza. La ripartizione delle competenze tra Ufficio UE per l'IA e autorità nazionali definita dall'Omnibus VII è compatibile con il modello italiano, ma sarà oggetto di specifica declinazione nel DDL italiano sull'IA (in avanzato iter parlamentare).

7. Coordinamento con la normativa settoriale

Un tema molto tecnico ma di grande rilievo operativo è il coordinamento tra AI Act e normative settoriali. Molti settori disciplinati dall'UE prevedono già requisiti specifici in materia di sicurezza e affidabilità dei prodotti: dispositivi medici (Reg. UE 2017/745 MDR), giocattoli (Direttiva 2009/48/CE), ascensori (Direttiva 2014/33/UE), imbarcazioni (Direttiva 2013/53/UE). Quando questi prodotti incorporano componenti di IA classificabili come «ad alto rischio» ex AI Act, si crea una sovrapposizione tra requisiti settoriali e requisiti dell'AI Act.

La nuova disciplina prevede un meccanismo di risoluzione: quando la normativa settoriale prevede requisiti specifici in materia di IA simili a quelli dell'AI Act, la Commissione può — tramite atti di esecuzionelimitare l'applicazione dell'AI Act nei casi specifici, così da evitare la duplicazione degli oneri di conformità. La ratio: efficienza regolatoria + certezza per gli operatori economici.

⚠️ Rilievo per i Comuni: la maggior parte dei Comuni non è direttamente coinvolta con dispositivi medici, ascensori regolamentati, imbarcazioni. Il tema può però riguardare Comuni che gestiscono farmacie comunali, strutture sanitarie (RSA convenzionate, consultori), impianti sportivi con ascensori, servizi di trasporto lacuale/marittimo. Verificare puntualmente se i prodotti utilizzati rientrino nei perimetri settoriali «assorbiti» dagli atti di esecuzione che la Commissione andrà a emanare.

8. Esenzione dei prodotti del Regolamento Macchine UE 2023/1230

Punto specifico e di particolare rilevanza per Comuni con Uffici Tecnici Lavori Pubblici e gestori di impianti industriali: i prodotti disciplinati dal Regolamento Macchine UE 2023/1230 sono stati esentati dall'applicabilità diretta dell'AI Act.

La Commissione è autorizzata ad adottare atti di diritto derivato, ai sensi del Regolamento Macchine, che aggiungano requisiti in materia di salute e sicurezza relativi ai sistemi di IA qualificabili come ad alto rischio ai sensi dell'AI Act. In sostanza: le macchine con componenti di IA saranno regolate attraverso il Regolamento Macchine, non direttamente dall'AI Act. Ne consegue un alleggerimento del carico di compliance per i produttori di macchinari, con il mantenimento delle garanzie di sicurezza.

🔧 Il Regolamento Macchine UE 2023/1230

Il Regolamento UE 14/6/2023 n. 1230 (Regolamento Macchine) è la nuova disciplina — che sostituisce la Direttiva Macchine 2006/42/CE — su requisiti essenziali di sicurezza dei macchinari immessi sul mercato UE. Il Regolamento è già stato oggetto di adozione ed è applicabile dal 20 gennaio 2027. L'esenzione introdotta dall'Omnibus VII evita che le macchine con componenti IA siano soggette a doppia certificazione — con effetto positivo sulla competitività dei costruttori europei.

Si introduce, inoltre, l'obbligo per la Commissione di redigere orientamenti volti ad assistere gli operatori economici dei sistemi di IA ad alto rischio, disciplinati dalla legislazione settoriale, nel conformarsi ai requisiti relativi all'alto rischio previsti dall'AI Act. Si tratta di uno strumento di soft law che potrà orientare la prassi operativa.

9. Quadro normativo di riferimento

Fonte Oggetto
Regolamento UE 12 luglio 2024, n. 1689 («AI Act») Regolamento generale sull'intelligenza artificiale — approccio basato sul rischio in 4 categorie (inaccettabile / alto / limitato / minimo). Entrata in vigore 1/8/2024 con applicazione scaglionata
Digital Omnibus / Omnibus VII — Regolamento approvato dal Consiglio UE il 29/6/2026 Modifica dell'AI Act con: rinvio date applicazione sistemi ad alto rischio (2/12/2027 autonomi + 2/8/2028 integrati) + divieto deepnude e materiale pedopornografico IA (2/12/2026) + posticipo sandbox al 2/8/2027 + etichettatura contenuti generati con nuova scadenza 2/12/2026 (periodo di tolleranza ridotto da 6 a 3 mesi) + chiarimento competenze Ufficio IA + coordinamento con normative settoriali + esenzione prodotti Reg. Macchine UE 2023/1230
Regolamento UE 14 giugno 2023, n. 1230 (Regolamento Macchine) Requisiti essenziali di sicurezza dei macchinari immessi sul mercato UE. I prodotti disciplinati da tale Regolamento sono esentati dall'applicabilità diretta dell'AI Act post-Omnibus VII
Regolamento UE 27 aprile 2016, n. 679 (GDPR) Regolamento generale sulla protezione dei dati personali — resta la cornice di riferimento per il trattamento di dati personali connesso a sistemi di IA
Cons. Stato Sez. VI, sent. n. 2270/2019 + TAR Lazio sent. n. 12026/2020 Principi consolidati sulla trasparenza algoritmica nella PA — conoscibilità dell'algoritmo, comprensibilità delle scelte, non discriminazione
TAR Marche sent. n. 758/2026 Uso dell'IA nella PA come strumento di supporto — mai come surrogato della decisione umana; «riserva di umanità» nelle relazioni tra RUP e imprese
DDL italiano sull'IA (in iter parlamentare) Attuazione domestica dell'AI Act — competenze AGID, Garante Privacy, ACN, MIMIT + disciplina di specifici ambiti (sanità, giustizia, lavoro, PA)

📖 Sintesi della disciplina AI Act post-Omnibus VII: le date-chiave

1° agosto 2024
Entrata in vigore dell'AI Act (Regolamento UE 2024/1689)
2 febbraio 2025
Applicazione dei divieti (sistemi di IA a rischio inaccettabile ex art. 5)
2 agosto 2025
Applicazione delle norme su governance, sanzioni generali, modelli GPAI
29 giugno 2026
Approvazione del Digital Omnibus (Omnibus VII) da parte del Consiglio UE
Data pubblicazione + 3 giorni
Entrata in vigore del Regolamento Omnibus VII
2 dicembre 2026
Divieto deepnude e materiale pedopornografico IA + etichettatura contenuti generati (nuova scadenza post riduzione periodo tolleranza)
2 agosto 2027
Sandbox normative — termine per l'istituzione da parte delle autorità nazionali
2 dicembre 2027
Applicazione degli obblighi sui sistemi di IA ad alto rischio AUTONOMI (data originaria: 2/8/2026)
2 agosto 2028
Applicazione degli obblighi sui sistemi di IA ad alto rischio INTEGRATI in prodotti (data originaria: 2/8/2026)

10. Le ricadute per gli enti locali

Il Digital Omnibus ha ricadute pratiche sull'attività dei Comuni in almeno sei aree:

Ambito comunale Effetto Omnibus VII + azioni consigliate
Sistemi di IA di supporto decisionale amministrativo (es. controllo tributi, valutazione ISEE, servizi sociali, controlli antifrode) Se classificati «alto rischio», gli obblighi diventano esigibili dal 2/12/2027 (autonomi) o 2/8/2028 (integrati). Fino ad allora, ma senza rinviare le attività preparatorie: censimento sistemi + classificazione rischio + valutazione conformità + documentazione tecnica + controllo umano documentato
Comunicazione istituzionale con IA generativa (post social, chatbot, materiale informativo) Dal 2/12/2026 obbligo di etichettatura di tutti i contenuti generati o alterati con IA. Predisporre protocollo interno (chi autorizza + template etichetta + tracciabilità)
Polizia locale — deepnude e materiale pedopornografico IA Dal 2/12/2026 divieto UE espresso. Rafforzare formazione operatori + protocolli di raccordo con Procure + supporto alle vittime
Scuola e servizi educativi Sensibilizzazione studenti e famiglie sui rischi dei deepnude (cyberbullismo). Coordinamento con scuole del territorio + associazioni terzo settore + centri antiviolenza
Fornitori di servizi digitali al Comune Contratti da rivedere: clausole di conformità AI Act con nuove date + garanzie sul training del modello + assicurazione professionale. Le clausole devono considerare il nuovo calendario di applicazione
Regolamento comunale e PIAO Aggiornamento della sezione anticorruzione del PIAO su misure di prevenzione dei rischi da uso di IA; regolamento comunale sull'IA come strumento di governance interna; formazione del personale
⚠️ La «riserva di umanità» resta fondamentale: a prescindere dallo slittamento delle date UE, i principi giurisprudenziali italiani sulla trasparenza algoritmica (Cons. Stato 2270/2019) e sulla riserva di umanità nelle decisioni amministrative (TAR Marche 758/2026) sono pienamente vigenti e non sono toccati dal Digital Omnibus. Il Comune che utilizza IA di supporto decisionale deve continuare a: (a) rendere conoscibile l'algoritmo; (b) garantire la comprensibilità delle scelte; (c) assicurare che la decisione finale resti umana; (d) motivare con riferimento ai criteri sostanziali, non ai soli output algoritmici.
  1. Non «tirare i remi in barca» sull'AI Act: il rinvio delle date di applicazione non è un esonero dagli obblighi. Le attività preparatorie (censimento, classificazione del rischio, documentazione tecnica, formazione) vanno avviate ora.
  2. Fai il censimento dei sistemi di IA in uso nel Comune: chatbot, sistemi di rating tributario, controlli antifrode, IA nelle piattaforme di gestione documentale, IA nei servizi sociali, IA per la comunicazione istituzionale. Classifica ciascun sistema secondo le 4 categorie dell'AI Act (inaccettabile / alto / limitato / minimo).
  3. Segna nel calendario le 5 date-chiave post-Omnibus VII: 2/12/2026 (divieto deepnude + etichettatura contenuti); 2/8/2027 (sandbox normative); 2/12/2027 (obblighi sistemi alto rischio autonomi); 2/8/2028 (obblighi sistemi alto rischio integrati in prodotti); + data pubblicazione GUUE dell'Omnibus.
  4. Predisponi il protocollo di etichettatura per i contenuti generati con IA nella comunicazione istituzionale (in vigore dal 2/12/2026). Il protocollo definisce: chi autorizza l'uso di IA nella comunicazione + template dell'etichetta + registro dei contenuti + responsabilità.
  5. Attiva la Polizia locale sul divieto deepnude: formazione operatori + protocolli di raccordo con Procura + supporto alle vittime (spesso minori) + collaborazione con scuole del territorio.
  6. Rivedi i contratti con i fornitori di IA: clausole di conformità AI Act con le nuove date + documentazione tecnica + assicurazione di responsabilità professionale + garanzie sul training del modello (assenza di dati sensibili senza base giuridica).
  7. Aggiorna il PIAO sezione «gestione del rischio corruttivo» con misure specifiche sull'uso di IA: formazione, controllo umano documentato, audit periodico degli algoritmi, protocollo etichettatura.
  8. Adotta un regolamento comunale sull'IA: strumento di governance interna con inventario dei sistemi, regole di uso, ruoli e responsabilità (RTD, DPO, dirigenti, Segretario), procedura per l'introduzione di nuovi sistemi.
  9. Presidia il principio di «riserva di umanità»: TAR Marche 758/2026 + Cons. Stato 2270/2019 + Corte cost. 200/2024. L'algoritmo può supportare, mai sostituire la decisione umana motivata. Questa regola resta vigente indipendentemente dallo slittamento delle date UE.
  10. Programma la formazione del personale nel PIAO sezione formazione (3.3) — percorsi periodici per Segretario, RTD, DPO, dirigenti, Polizia locale, servizi educativi, servizi sociali — anche in convenzione con SNA, ANCI, IFEL, Università. La rapida evoluzione dell'IA nella PA richiede un aggiornamento continuo.
✅ Buona pratica: la «Commissione IA» interna del Comune. Molti Comuni medio-grandi stanno costituendo una Commissione IA interna composta da Segretario (o Direttore Generale), RTD, DPO, un rappresentante della Ragioneria, un rappresentante degli affari legali. La Commissione istruisce l'introduzione di nuovi sistemi di IA, valuta la conformità AI Act e GDPR, monitora l'applicazione e propone gli aggiornamenti al regolamento comunale sull'IA. È uno strumento organizzativo utile — anche in Comuni piccoli con adattamenti al modello di segreteria convenzionata o Unione — per non affrontare in modo estemporaneo un tema che ha implicazioni multidisciplinari (tecnologiche, giuridiche, etiche, di sicurezza).

🔗 Approfondimenti collegati

📌 Fonti principali: Federprivacy — flash news «Digital Omnibus: il Consiglio UE approva le modifiche alle norme relative all'intelligenza artificiale» del 1° luglio 2026 (fonte segnalante); Comunicato stampa del Consiglio dell'Unione europea del 29 giugno 2026 — «Artificial intelligence: Council gives final green light to simplify and streamline rules»; Regolamento UE 12/7/2024 n. 1689 (AI Act); Regolamento UE 14/6/2023 n. 1230 (Regolamento Macchine); Regolamento UE 27/4/2016 n. 679 (GDPR); giurisprudenza italiana sulla trasparenza algoritmica (Cons. Stato 2270/2019, TAR Lazio 12026/2020, TAR Marche 758/2026). Il testo del Digital Omnibus entrerà in vigore 3 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea — è opportuno un aggiornamento del presente approfondimento al momento della pubblicazione ufficiale con i riferimenti normativi definitivi (numero del regolamento + data + estremi in GUUE) e con l'eventuale versione italiana consolidata.