Il decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (nuovo Codice dei contratti pubblici) ha introdotto una novità di portata sistematica che segna una discontinuità netta rispetto al passato: l'art. 1 pone il principio del risultato come criterio guida dell'intera disciplina.
Dal formalismo all'utilità concreta
Per decenni il diritto dei contratti pubblici è stato dominato da un approccio formalistico: la gara era "buona" se rispettava le procedure, indipendentemente dall'esito concreto. Il nuovo Codice inverte questa logica: la stazione appaltante ha il compito di conseguire il risultato, ossia l'affidamento del contratto e la sua esecuzione con la massima tempestività e il miglior rapporto qualità-prezzo.
Le implicazioni per i Comuni
Per gli enti locali, e in particolare per i Responsabili Unici del Procedimento (RUP), questo principio comporta un cambio di mentalità significativo:
- Non è più sufficiente seguire correttamente la procedura: occorre valutare se il risultato perseguito è quello ottimale per l'ente
- La responsabilità del RUP si estende alla verifica dell'effettiva utilità della prestazione
- Il principio funge da criterio interpretativo per risolvere dubbi applicativi
Il raccordo con il principio della fiducia
L'art. 2 del d.lgs. 36/2023 introduce il correlato principio della fiducia, che ribalta la logica della "paura della firma": il funzionario pubblico è chiamato ad agire con coraggio e responsabilità, nella consapevolezza che l'azione amministrativa orientata al risultato è coperta, nei suoi margini di discrezionalità, da una presunzione di buona fede.
«Il principio della fiducia favorisce e valorizza l'iniziativa e l'autonomia decisionale dei funzionari pubblici, con particolare riferimento alle valutazioni e alle scelte per l'acquisizione e l'esecuzione delle prestazioni contrattuali.»
— Art. 2, co. 3, d.lgs. 36/2023
Conclusioni operative
Per i Responsabili di Servizio e i RUP degli enti locali, il nuovo quadro normativo richiede di documentare non solo il rispetto delle forme procedimentali, ma anche la coerenza delle scelte con l'obiettivo finale. La relazione istruttoria e la determinazione a contrarre diventano strumenti fondamentali per esplicitare questa valutazione.
Fonte di riferimento: D.lgs. 31 marzo 2023, n. 36, artt. 1 e 2. Le considerazioni espresse rappresentano riflessioni personali e non costituiscono parere legale.